6 Marzo Mar 2017 0833 4 months ago

Lapedona, Moresco e Monterubbiano: pedalando tra i comuni della Granfondo Porto Sant’Elpidio

L'appuntamento rappresenta un classico di inizio stagione per coniugare alla perfezione il ciclismo con il turismo lento a primavera inoltrata ed è pronto ad andare in scena per la quinta volta lunedì 17 aprile nel giorno di Pasquetta.

GF Porto Sant'elpidio 170417 Cartolina

La Granfondo Porto Sant’Elpidio rappresenta un classico di inizio stagione per coniugare alla perfezione il ciclismo con il turismo lento a primavera inoltrata ed è pronto ad andare in scena per la quinta volta lunedì 17 aprile nel giorno di Pasquetta.

I percorsi di 152 e 131 chilometri, con i primi 102 a velocità assistita, coinvolgono 19 comuni del Fermano ed uno della provincia di Ascoli Piceno per un’ampia offerta turistica agli occhi dei partecipanti e dei rispettivi familiari ed accompagnatori.

Dopo il via da Porto Sant’Elpidio (Loriblu), il passaggio sulla riviera tra Porto San Giorgio e Marina Palmense, si transita al chilometro 11 nel territorio di Lapedona, comune che si estende tra Fermo e il fiume Aso a poca distanza dal mare, porta tracce, come tutta l’area picena, della colonizzazione e quindi della civiltà romana. Forse la testimonianza più ragguardevole di ciò è espressa dal cippo funerario di un magistrato locale conservato sotto il loggiato comunale.

Furono i Pelasgi, venuti dalla Grecia nel secolo IV a.C. , i primi abitatori di Lapedona, seguiti dai romani che vi fondarono una colonia. Reperti di età picena e romana testimoniano una intensa colonizzazione del territorio, fin dall' antichità. Nell’alto medioevo i Longobardi e i Monaci Avellaniti vi fondarono alcuni castelli le cui chiese, in stile romanico, sono tuttora ben conservate. Nel XIII sec. gli insediamenti sparsi vengono abbandonati e nasce l’attuale paese, sulla collina più elevata (mt. 264 s.l.m.) e in prossimità di una grande torre di avvistamento (anch’essa ben conservata e trasformata nel tempo nel maestoso campanile della Collegiata di San Lorenzo). Gli stessi monaci iniziarono la bonifica delle terre.

Al chilometro 26 si transita per Moresco, certificato come uno dei più bei borghi d’Italia e dal 2001 fa parte di questo club d’elite di cui è anche uno dei soci fondatori. Le origini di Moresco sono tratte da una leggenda che vuole che un gruppo ardito di mori non paghi di scorrazzare sulla costa adriatica si fossero spinti all’interno e avessero edificato Moresco come loro roccaforte nel cuore della cristianità. Ma già i romani apprezzavano questi luoghi come testimoniano ritrovamenti di residenze estive e macine per l’olio.

Nel 1146 Tebaldus comes de Morisco (Tebaldo conte di Moresco) è il signore del Castello e compare in alcuni atti notarili. Nel 1266 “la fortezza del castello di Moresco” viene venduta al doge di Venezia e podestà di Fermo Lorenzo Tiepolo per 500 lire volterrane. Nel cinquecento Moresco si arricchisce di molte chiese e opere d’arte, in particolare del pittore Vincenzo Pagani(1490? – 1568). Nel 1600 il castello possiede una guarnigione comandata da un sergente. Nel 1869, per un periodo di 41 anni perde l’autonomia diventando frazione di Monterubbiano, ma torna comune autonomo nel 1910. Nel territorio sono presenti il Museo Auto e Moto "Pietro e Roberto Nardi” che ripercorre tutta la storia dell’auto, dalla carrozza fino alla Ferrari e i suoi componenti.

Al chilometro 31,5 si trova Rubbianello, frazione più grande del comune di Monterubbiano e Fra le perle dell'entroterra piceno. Già dai primi del Novecento, Monterubbiano si distingueva come meta turistica per vacanze mare e monti grazie alla sua felice posizione: a 463m slm e a 6 Km in linea d'aria dall'Adriatico. La sua storia affonda le radici nel Neolitico e il borgo ha avuto un ruolo da protagonista nelle epoche picena, romana e medioevale. Le undici chiese, i numerosi palazzi storici, le mura di cinta sforzesche, il Teatro Pagani e il Parco neoclassico di “San Rocco” sono evidenti segni del suo glorioso passato.

Da visitare è anche il nuovo Polo Culturale San Francesco, una struttura polivalente che comprende: un Auditorium (chiesa sconsacrata del XIII secolo), un Museo Storico Archeologico, una biblioteca, una sala espositiva, un centro di educazione ambientale ed un orto botanico.

La quota di iscrizione è pari a 30 euro fino al 17 aprile. Chi si iscriverà contemporaneamente anche per la Gran Fondo Marca Fermana (domenica 1 ottobre) la quota d’iscrizione è pari 25 euro fino al 30 marzo, 45 euro fino al 17 aprile. Le iscrizioni possono essere effettuate attraverso KronoService o anche su www.granfondocittadiportosantelpidio.it .

Per gruppi superiori a 10 atleti si applica uno sconto del 20% e per i partecipanti “partenza alla Francese” 10 euro (nel modulo d’iscrizione va specificata la dicitura “partenza alla francese”).

Le iscrizioni comprendono assistenza meccanica, assistenza medica-sanitaria, radio soccorso, ristori, docce, pasta/pesce party all’arrivo, pacco regalo e assegnazione di un mega premio per il vincitore della combinata Gran Prix Coste Fermane.

www.granfondocittadiportosantelpidio.it