21 Maggio Mag 2018 2000 4 months ago

Presentata la quinta Gran Fondo del Centenario

Domenica 3 giugno assegnerà anche i titoli italiani master e women di medio fondo

Centenario AUTORITA

Montebelluna (TV) - Milleduecento atleti in rappresentanza di tutte le regioni d'Italia e molti dei quali provenienti da i Paesi d'Europa parteciperanno domenica 3 giugno a Montebelluna, in provincia di Treviso, alla 5^ edizione della Gran Fondo del Centenario. A rilevarlo è stato Angelo Pasqualin, presidente del Gruppo Sportivo Olang, organizzatore dell'evento, durante la presentazione della competizione svoltasi nella sala Consigliare del Comune di Montebelluna alla presenza degli amministratori comunali e dei dirigenti della Federciclismo.

"Prosegue con la Gran Fondo del Centenario il nostro progetto che ha per obiettivo quello di unire la storia allo sport - ha sottolineato Pasqualin dopo aver rivolto il benvenuto agli ospiti - e ci consente di rivisitare i luoghi che furono teatro della Grande Guerra. Un monito per i giovani e i posteri affinché tali atrocità non si ripetano mai più. Dopo le precedenti quattro esperienze che ci hanno gratificato al di là di ogni più rosea previsione rinnoviamo l'appuntamento certi che anche quest'anno il messaggio storico e sportivo di questa manifestazione possa raggiungere ogni angolo d'Italia".

Quella del 2018 sarà un'edizione del tutto speciale, disegnata su due percorsi (uno per gli specialisti delle Gran Fondo e l'altro per quelli del Medio Fondo) che interesseranno le località che furono teatro del primo conflitto mondiale e che coinvolgeranno oltre il fiume Piave (caro alla Patria) e per la prima volta anche il Monte Grappa dove erano dislocate le truppe italiane e quelle austroungarighe. Tra le novità dell'edizione del 2018, che assegnerà i titoli italiani di Medio Fondo Master e Women, anche l'inserimento della manifestazione nel Challenge Alè e nel Criterium Veneto entrambi articolati in nove tappe.

A tenere a battesimo la Gran Fondo del Centenario sarà l'ex campione e professionista di Montebelluna, Mario Beccia, formatosi alla scuola del compianto Ugo Pavan. Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, che era affiancato dagli assessori Elisa Gobbo, Dino Bottin e Michele Toaldo; mentre a rappresentare la Federciclismo c'erano, Barbara Baratto, della Prima Sezione Corte Federale d'Appello, il vice presidente del Comitato Veneto, Ivano Corbanese, il consigliere onorario, Italo Bevilacqua, quindi il responsabile della Struttura Tecnica del Veneto, Mario Penariol, il consigliere trevigiano, Moreno Zonta, il presidente del Comitato Provinciale di Padova, Giorgio Martin e l'ex professionista, Alessandro Bertuola.

"Porgo il benvenuto a quanti si sono adoperati per l'organizzazione - ha osservato Favero - alle loro spalle c'è una grande squadra che lavora. Mi chiedo se ha senso ricordare il conflitto mondiale con una manifestazione simile. La risposta è affermativa perché la guerra la vollero gli aristocratici ma a farla furono gli umili utilizzando anche le biciclette per spostarsi nelle diverse zone dei combattimenti e affrontare gli avversari che come loro avevano le stesse paure". "Ci stiamo adoperando per recuperare i luoghi della Grande Guerra che hanno segnato il nostro territorio e che devono diventare i luoghi della pace - ha concluso il sindaco - e il ciclismo è un importante mezzo per poterlo fare. Sono certo che sarà una grande edizione della Gran Fondo del Centenario".

"Quando nei giorni scorsi ho presentato a Renato Di Rocco il libretto che accompagna la Gran Fondo - ha sottolineato la signora Baratto - il presidente ha esternato grande entusiasmo per l'evento condividendo il mio pensiero. Qui si parla della Grande Guerra, sport e bicicletta; un'unione che crea la forza con la consapevolezza del grande lavoro necessario per organizzare un evento straordinario".

"Ringrazio l'Olang - ha precisato dal canto suo Ivano Corbanese nel portare il saluto della Federciclismo del Veneto - che proprio quest'anno festeggia i 40 anni di attività e per aver voluto promuovere il ricordo di un conflitto attraverso una manifestazione che rappresenta l'inno allo sport. alla vita, alla gioia e alla pace e della quale Pasqualin ne rappresenta il perno".

Subito dopo sono stati Luciano Fabretto, direttore di corsa e Domenico Positello, vice presidente del Gs Olang, ad illustrare gli appuntamenti collaterali, i percorsi e le caratteristiche della 5^ Gran Fondo e della Medio Fondo disegnate rispettivamente sulle distanze di 139 km (con un dislivello di 2699 metri) e di 111 km (1766 metri) che assegneranno il 5^ Gran Premio Astvute, il 1° Gran Premio Ipanema e il 24° Trofeo Olang.

La cerimonia si è conclusa con la consegna da parte di Angelo Pasqualin della maglia verde commemorativa, appositamente preparata per l'evento, a Mario Beccia. "Sono passati 30 anni da quando ho concluso l'attività sportiva - ha ricordato Beccia che è anche presidente dell'Associazione Glorie del Ciclismo Triveneto - e il ciclismo mi ha dato tanto. Non pensavo che dopo tanto tempo gli organizzatori si ricordassero di me. Ma un grazie lo dedico al mio primo maestro Ugo Pavan che ha sempre creduto in me. Sono onorato e felice e non posso ricordare che la nostra è una meravigliosa palestra". "Il ciclismo rispetto ai miei tempi è cambiato parecchio - ha concluso - noi dovevamo saper leggere la corsa ora, invece, ci sono le radioline che informano di tutto quello che avviene e poi noi eravamo molto più vicini ai tifosi".

"Il nostro è uno sforzo organizzativo di notevole spessore - ha concluso Pasqualin nel dare l'arrivederci a domenica 3 giugno - che affrontiamo con serenità ampiamente ripagati dal gran numero di partecipanti, dal sostegno della Pubblica Amministrazione, dalle forze dell'ordine, dalla Protezione Civile, dalla Croce Verde, da i Gruppi Alpini, dagli sponsor, dalla schiera di volontari e amici del ciclismo. Un plauso speciale a i componenti del Comitato Organizzatore e del Consiglio Direttivo del Gs Olang che mi onoro di presiedere".

Ad accogliere gli ospiti e a fare gli onori di casa dopo la cerimonia di presentazione gli studenti dell'Istituto Professionale per l'Enogastronomia e l'Ospitalità Alberghiera "Giuseppe Maffioli" di Montebelluna.

Testo e foto di Francesco Coppola